Non l'ennesimo wrapped
Ma tre vecchie paure di cui non ho più bisogno.
Nell’episodio di Tradupersone di oggi cerco di non appiopparti l’ennesimo wrapped o bilancio di traguardi, ma condivo piuttosto tre paure superate nel corso degli ultimi tumultuosi 365 giorni, nella speranza di condividere qualche riflessione che ti possa risuonare oggi o tornare utile un domani.
Non è stato un anno facile. Non è stato nemmeno il peggiore, ma poteva sicuramente andare meglio sotto tanti punti di vista. Eppure, anche in un anno che mi ha messa alla prova sono successe cose davvero inaspettate che hanno ribaltato completamente il modo in cui ho percepito le difficoltà e come le ho superate.
Ho deciso dunque di non misurare il 2025 con la somma dei progetti realizzati, dei libri tradotti, delle fiere visitate, dei corsi tenuti o di qualsiasi altra voce venga comunemente ritenuta meritevole al fine di valutare l’andamento di un anno di vita.
Perché quello che veramente ha dato valore a quest’ultimo anno è stato saper scardinare paure, condizionamenti e vecchie abitudini che non servivano più.
La paura dire di no
C’è un momento della vita in cui fare è necessario a realizzarsi, a sentirsi utili, ad avvicinarsi alla propria idea di sé. Ci sono momenti in cui è fondamentale fare il primo passo, dare il buon esempio, talvolta, anche sacrificarsi.
Quest’anno più che mai, però, ho capito che c’è un limite di ore ed energie da dare, che non si può viaggiare in riserva sperando di trovare rifornimento in mezzo al deserto, che è legittimo tutelare salute mentale, spazio personale e anche un po’ di sacrosanta solitudine.
Per me è stata una conquista immensa: una rivendicazione femminista, la liberazione dalla sindrome della brava bambina, l’accettazione di non dover piacere per forza a tutt*.
Ho detto molti no quest’anno, mai con leggerezza o arroganza, ma sempre con lucidità e onestà.
La paura di non fare (vedere) abbastanza
Nella società della performatività e del #guardamileggimiascoltami egoriferito, prendere delle pause, dosare parole e silenzi, fare di meno, fare di qualità, non fare rumore per nulla e, se si è presenti, non essere mere ripetitrici di frasi ritrite ma scegliere l’autenticità e l’originalità sono veri e propri atti di ribellione.
Difficile, quasi strano, non lasciarsi trasportare dal flusso della FOMO, ancor di più non provare l’ansia di perdere treni in continuazione o smarrire il filo dei propri pensieri nel brusio di quelli altrui.
Ho imparato che a volte si può decidere di fare meno o semplicemente non fare, per riprendere fiato senza sensi di colpa.
Nell’inattività social possiamo davvero trovare tesori preziosi.
La paura di cambiare strada
“Si è sempre fatto così”: una frase che sentiamo ripetere spesso, soprattutto quando si critica un’abitudine obsoleta, una mentalità fossilizzata nel passato. Eppure, quante volte per pigrizia o per paura abbiamo preferito non cambiare le cose, anche se ci facevano stare male o non ci rendevano più felici?
La grande verità è che spesso restiamo dentro a delle situazioni per inerzia. Non si tratta solo di non scontentare qualcuno o di deludere le aspettative (reali o immaginarie), ma di temere l’ignoto.
Quel che si conosce, per quanto imperfetto, scomodo, doloroso, è in qualche modo rassicurante. Dare una possibilità a uno scenario diverso, tanto desiderato e necessario, è pur sempre un’incognita e non sempre abbiamo la forza di rischiare.
A volte, però, non possiamo più attendere o ci troviamo di fronte a un momento “sliding doors” e davanti a noi ci sono solo due futuri possibili e uno di questi non è più accettabile.
Tanti anni fa una mia carissima amica mi ha detto “Anto, ti ammiro perché tu hai coraggio di fare le cose che vuoi”. Non mi reputo una persona particolarmente audace, ma col tempo ho capito che la fatica di cambiare strada è il giusto prezzo da pagare e, come diceva Agrado in Tutto su mia madre:
costa molto essere autentiche, signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie, perché una è più autentica quanto più assomiglia all’idea che ha di se stessa.
Tradupersone torna dopo Natale, ma qui sotto trovate qualche anticipazione per il 2026.
A gennaio…
🧑💻 …ripartono gli incontri We do talk about Bruno, gli appuntamenti tra Tradupersone che si confrontano e parlano tra loro. Sono gratuiti, liberi, accoglienti. A breve comunicherò qui e su IG gli argomenti che tratteremo!
🎤 …nuove presentazioni e incontri libreschi dal vivo, stay tuned.
📮 …la NL cambia ma non troppo: non uscirà più solo il giovedì ma più a sentimento, quando serve, quando capita.
🎂…si celebra il mio COMPLEANNO e questo vuol dire regali in arrivo per tutt*!
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